ARTESTORIA - Via Marsiglion, 22 - 31015 Conegliano (TV)
Tel. 348.5966824 - mail info@artestoria.org - P. Iva e C.F. 03900210265
 
x
x
 

Mostre e convegni - storia di Conegliano

 
città d'arte
xxx

Testi a cura di Paolo Steffan, foto di Shiho Shinkai e Paolo Steffan - © ArteStoria 2012

xxx

La prima notizia scritta riguardante Conegliano risale al 1016, in un documento che ne indica la proprietà come del vescovo di Belluno Giovanni II, tuttavia la località veneta viene costituita libero comune solo un secolo dopo, nel 1112, da parte di alcune famiglie nobili consorziate (i Coderta, i Da Bagnolo, i Della Porta e i Da Collo).

Nel medioevo Conegliano è scenario di numerosi conflitti per il dominio su di essa: nel 1319 è vittima dell'assedio di Guecello da Camino, ma già nello stesso anno è liberata da Enrico conte di Gorizia che la occupa in nome di Federico d'Austria. Nel 1329 Conegliano è costretta a sottomettersi a Mastino ed Alberto della Scala: inizia così la breve dominazione scaligera (1330-1334). Dal 1337 al 1797 Conegliano sarà dominata dai veneziani, oltre quattro secoli interrotti significativamente solo dal quinquennio di dominazione carrarese tra il 1384 e 1389.

Dunque è in quest'epoca qui riassunta – tra XIII e XVIII secolo – che Conegliano consolida la sua struttura urbana storica, la quale sarà di seguito trattata per paragrafi secondo i nuclei principali e ancor oggi significativamente percettibili: I) Il castello e le mura; II) I conventi; III) I Battuti e la loro sede; IV) Gli artisti; V) Contrada Granda e altri luoghi notevoli. Saranno proposti, infine, un breve inquadramento storico tra Ottocento e Novecento, una proposta di itinerario multimediale di facile fruizione, a cura di Paolo Steffan, ed una bibliografia essenziale.

I) IL CASTELLO E LE MURA

Il primo nucleo significativo di Conegliano nasce sulla cima del colle di Giano, dove nel XI secolo inizia a svilupparsi la rocca di Castelvecchio, un insediamento fortificato che nei secoli si svilupperà, mantenendo però l'impostazione originaria, con il castello sulla cima e il sistema murario a discendere, abbracciando il colle.

A) Il castello

Un'idea della complessità della struttura del castello e delle sue fortificazioni nella seconda metà del XV secolo, la si può avere a partire da alcuni sfondi di opere di Giovan Battista Cima: segnatamente la Madonna con il Bambino della National Gallery di Londra, sulla destra della quale è verosimile una rappresentazione del castello da est, dove si distinguerebbero anche il vecchio duomo di san Leonardo e la torre oggi superstite; la stessa prospettiva, ancor più chiara, si ha nella Sant'Elena della National Gallery di Washington: in quest'ultima opera si vede anche la cinta muraria orientale, oggi andata quasi completamente perduta.

Oggi, di Castelvecchio, rimane solo la torre della guardia o della campana, con la sua merlatura ghibellina aggiunta romanticamente nell'ottocento, ma falso storico poiché in origine guelfa; all'interno della torre, dal 1946, è stato allestito il Museo civico di Conegliano, nel quale, su più piani sono conservati reperti e opere d'arte (pitture del Pordenone, di Palma il Giovane, di Giovanni di Francia, di Francesco da Milano ecc.), di diverse epoche e provenienti dal territorio circostante; sulla sommità della torre si gode di una vasta panoramica, a sud, su tutta la conurbata pianura fino all'orizzonte veneziano, a nord, sul verde dei colli del prosecco e su tutta la catena prealpina.
Oggi la sopravvissuta torre della Guardia si inserisce nel contesto di un giardino alberato, con vecchi cipressi (segno dell'antica presenza di un cimitero), al quale si accede da est, dove c'è il piazzale su cui si affacciano la chiesa di sant'Orsola, ultima testimonianza del fu duomo di san Leonardo, e la torre Saracena (oggi ristorante).

B) Le fortificazioni

Si sa che in età scaligera il sistema murario fu oggetto di un restauro e ampliamento significativi in cinque parti: 1) restauro delle torri angolari dela rocca e rafforzamento del perimetro ottenuto con una nuova cinta muraria provvista di cammino di ronda; 2) completamento del palazzo del podestà (stile gotico – veneziano); 3) costruzione di un circuito di mura con torri per dividere il castello dal borgo; 4) circuito di mura per difendere il borgo 5) escavazione del refosso (fossato asciutto nel quale far confluire le acque dei fiumi Monticano e Rujo nei casi d'assedio). Questo progetto scaligero venne poi completato e rafforzato dai veneziani. Ai carraresi si devono invece nuove mura, archivolti e bastioni esterni per permettere una più valida difesa dai colpi di bombarda, oltre che una nuova rocchetta a difesa di porta Monticano (Francesco da Carrara, 1385).

Attualmente la cinta muraria, restaurata nel 2011, si conserva bene sul lato occidentale del colle, dove a partire dalla torre Bemba, la più antica di Conegliano, discende costeggiando per buona parte il sentiero della Madonna della Neve, giungendo fino alla base del colle (convento di san Francesco, via Cima).
Alla base del colle, visibili da via XI febbraio e da corso Vittorio Emanuele, si conservano tratti di mura inseriti nelle strutture dei palazzi edificati a ridosso del refosso, il quale fu interrato nel Settecento e trasformato in giardini e orti privati; due porte originali danno accesso al centro storico: porta san Polo e porta Monticano, con un grande affresco rappresentante il leone di san Marco: nei pressi di questa porta si ergono la torre Carrarese e la torre della Rocchetta.

II) I CONVENTI

A) Storia

Fondamentale per gli sviluppi della storia religiosa, economica e civile di Conegliano, è stata la presenza degli ordini religiosi, con l'insediamento dei quali sono andate, per secoli, di pari passo l'origine e l'evoluzione del centro urbano. La fondazione delle relative scuole e dei conventi è già documentata dal 1038 con la fondazione del convento di santa Maria del Monte da parte dei monaci pomposiani, che ospiterà almeno dal 1263 la Confraternita dei Battuti (questa, nel XIV secolo, diverrà il maggiore centro culturale di Conegliano, con la fondazione del complesso religioso di santa Maria Assunta).

I conventi di cui si ha notizia sono ben 15, di seguito elencati in ordine cronologico della prima fondazione di ciascuno:

    • convento dei monaci pomposiani di s. Maria del Monte (1038)
    • convento di s. Maria Mater Domini (1212)
    • ospizio di s. Giovanni (1224)
    • convento di s. Antonio abate (1232)
    • ospizio Ca' di Dio e annesso convento di s. Caterina (1271)
    • convento dei frati minori di s. Francesco (1288)
    • lazzaretto (1307)
    • convento di s. Polo dei padri umiliati (1316)
    • convento di s. Maria delle Grazie (1471)
    • convento di s. Rocco (1534)
    • convento dei Padri cappuccini (1593)
    • convento delle terziarie osservanti domenicane (1669)
    • convento delle Carmelitane scalze di s. Teresa (1674)
    • convento di s. Martino (1744)

B) I conventi oggi

Delle strutture conventuali, specie a seguito delle repressioni napoleoniche del primo Ottocento, poco resta. Sopravvivono significative parti solo di quattro vecchi complessi:

- il convento di s. Francesco, situato in centro storico lungo le mura della Castagnera e restaurato nel 2004, è adibito a centro culturale e di studio; di esso è conservato anche il brolo, area verde tra le più affascinanti della città;
- il convento di s. Antonio, situato in piazzetta Duca d'Aosta, del quale è conservata solo un'ala del chiostro, distinguibile per le belle arcate a tutto sesto e l'intonaco rosso;
- ospizio Ca' di Dio, di cui sopravvive, annessa alla chiesa di s. Caterina, una parte, oggi adibita a biblioteca comunale;
- convento di s. Martino, pregevole architettura settecentesca annessa all'omonima chiesa e affacciata sul fiume Monticano.

III) I BATTUTI E LA LORO SEDE

A) I Battuti

La confraternita dei Battuti è stata presente a Conegliano almeno dal 1263, quando, non avendo ancora una sede, veniva ospitata presso la chiesa di Santa Maria del Monte (oggi distrutta), sulle pendici del colle del castello; col tempo, tra XIII e XIV secolo, i Battuti divennero la maggiore congregazione coneglianese: con le loro opere pie soppiantarono la già attiva Schola dei calegheri (calzolai). Nel 1270 il Comune aprì l'ospizio della Ca' di Dio (presso Santa Caterina), ma presto la gestione delle opere di carità passò tutta ai Battuti, i quali riuscirono a sviluppare un loro complesso ai piedi del colle di Giano, nell'attuale spazio compreso tra via XX settembre e via Cima, con la costruzione della chiesa di Santa Maria Assunta (1354 ca.) e, successivamente della sala dei Battuti (1390 ca.). Nel 1497 fu costruito l'attuale campanile.

Nel 1807, coi decreti napoleonici, anche la Scuola dei Battuti fu soppressa e la sala dei Battuti fu adibita prima a carcere, poi a caserma: il suo degrado fu interrotto solo nel 1960, quando un importante restauro ha ridato splendore a tutto il complesso del Duomo, che oggi gode di una conservazione costante e dell'interesse di turisti e appassionati.

B) Il Duomo e la sala dei Battuti

Il Duomo è accessibile da un ambio porticato che ne copre la facciata, sopra le cui travature ha luogo la sala dei Battuti.
L'interno è a tre navate e custodisce un buon numero di opere: affreschi quattrocenteschi dei decoratori Jacopo Collet da Arten e Desiderio da Feltre, la grandiosa pala di Beccaruzzi San Francesco riceve le stimmate e santi, una pittura di Palma il giovane rappresentante Santa Caterina, l'Annunciazione del Pozzoserrato, oltre che il battistero quattrocentesco ed una bella opera scultorea del canoviano Marco Casagrande (Altare di san Leonardo).
Il Duomo è soprattutto celebre, però, per la pala d'altare Madonna in trono col Bambino fra angeli e santi di Cima da Conegliano, unica inestimabile testimonianza artistica qui rimasta del maggiore pittore della città; fu realizzata per questa chiesa nel 1492 e da allora vi è rimasta.

La sala dei Battuti conserva al suo interno il soffitto ligneo a lacunari originale del tardo XV secolo, mentre i quattro lati delle pareti della sala sono occupati da un ciclo di affreschi con scene dall'Antico e dal Vecchio Testamento: le pitture delle pareti più lunghe sono opera primo-cinquecentesca di Francesco da Milano, in parte ispirate alle raffigurazioni di Albrecht Dürer allora in voga. Annessa alla sala dei Battuti v'è quella del Capitolo, dove si riunivano i preposti della confraternita dei Battuti: qui sono stati ricollocati nel 2007, ad opera del Rotary Club, gli arazzi fiamminghi (1560 ca.) acquistati nel 1567 e poi acquisiti dal Museo Correr di Venezia nel XX secolo: essi rappresentano la storia biblica di Davide e Betsabea; nella sala del Capitolo è ospitato anche il tavolo originale della confraternita, con stemma dei Battuti in bassorilievo.
La facciata esterna del complesso dei Battuti, con le sue nove scenografiche arcate ogivali, è completamente affrescata con episodi biblici, riguardanti l'intervento provvidenziale di Dio in soccorso alle difficoltà umane; l'intervento divino è sollecitato dalle figure femminili della Bibbia, qui lette come prefigurazioni della Vergine, protettrice di tutti i bisognosi: i Battuti, raffigurati in allegorica navigazione nel riquadro centrale, a Lei si rivolgono fiduciosi dell'aiuto che riceveranno per affrontare le tempeste dei tempi.
Il complesso del Duomo è interamente visitabile gratuitamente, grazie soprattutto alla cura del Rotary Club Conegliano.

IV) Gli artisti

Nel Rinascimento Conegliano vive il suo massimo splendore artistico: è tra XV e XVI secolo che vi vivono ed operano i pittori che hanno lasciato le più preziose testimonianze artistiche nella città, dandole lustro e fama di città d'arte fino ai giorni nostri.

Giovan Battista Cima (1459/60-1517/18): detto anche Cima da Conegliano, egli è tra i maggiori pittori del Rinascimento, Cima ha lasciato nella sua città natale una preziosa pala d'altare, rappresentante Madonna col Bambino e santi (1492), custodita nel duomo, edificio dietro cui passa via Cima, lungo la quale si affaccia la casa del pittore, completamente restaurata ed aperta al pubblico.

Francesco Beccaruzzi (1492/93-1562/1563): nato a Conegliano, questo artista è stato forse allievo del Cima e del Pordenone. Nella città natale restano la casa natale (presso l'omonima piazzetta lungo via Cima), alcuni affreschi (Sacra Conversazione di casa Sbarra, Angeli musicanti nella cappella della Madonna della Neve, Resurrezione nella parrocchiale di Campolongo) e due grandi pale, nella navata sinistra del duomo e sull'altare della chiesa di s. Maria delle Grazie.

Francesco da Milano: poche informazioni si hanno sulla biografia di questo artista, del quale sono ignote le date di nascita e morte. Autore di alcune pale d'altare e di importanti affreschi in luoghi religiosi del territorio coneglianese e vittoriese, nel primo Cinquecento ha affrescato a Conegliano un intero ciclo di storie di Cristo sulle pareti della sala dei Battuti, nel complesso del duomo.

Ludovico Pozzoserrato (1550?-1604/5): pittore di origine fiamminga, a Conegliano ha dipinto alcuni riquadri della sala dei Battuti e tutta la scenografica facciata del duomo.

Ludovico Fiumicelli (1500?-1582): attivo soprattutto nel Trevigiano come affrescatore, egli, nel 1525, dipinse a Conegliano la facciata del monte di pietà, con figure di angeli recanti i simboli della passione di Cristo.

Riccardo Perucolo (1515/20?-1568): pittore coneglianese del quale non rimane quasi traccia, se non per la vicenda – riportata alla luce da un volumetto di Lionello Puppi – che nel 1568 lo portò ad essere bruciato sul rogo a Conegliano, per eresia, a causa della dipintura di certe «obbrobriose» raffigurazioni del Cristo.

V) Contrada Granda e altri luoghi notevoli

Nelle due sottosezioni seguenti sono elencati (alfabeticamente), da una parte (A) gli edifici di maggior pregio artistico e culturale della Contrada Granda (ad esclusione dei già trattati), dall'altra (B) gli altri principali edifici religiosi e non di Conegliano: il tutto con allegate essenziali annotazioni di carattere storico-architettonico. Va tenuto presente che, diversamente dagli edifici religiosi, i palazzi e le ville sono perlopiù privati, dunque non visitabili internamente.

A) La Contrada Granda (via XX settembre - via Ongaro)

  • Casa Longega (XIV-XV sec.) ha una facciata particolarissima, i cui inonaci sono forellati da formelle e decori in cotto di origine trecentesca.
  • Casa Piutti è una pregevole palazzina ad angolo affacciata su piazzetta 18 luglio 1866 e su piazza Cima; le sue superfici esterne sono decorate da affreschi. Antica sede delle scuole pubbliche, casa Piutti risale al Quattrocento.
  • Monte di Pietà (ex) ha una facciata completamente affrescata da Ludovico Fiumicelli, in ottimo stato conservativo.
  • Municipio, sul lato orientale di piazza Cima, è architettura progettata da Ottavio Scotti nel XVIII secolo; nella sala consigliare è stato affrescato dalla scuola di G. B. Canal.
  • Palazzo Da Collo occupa il lato occidentale di piazza Cima, con la sua lunga facciata rinascimentale costruita lungo il declivio, il cui elemento più caratteristico è l'oratorio dell'Assunta inscrittovi centralmente.
  • Palazzi Montalban, situati a poche decine di metri l'uno dall'altro, sono tra le strutture più imponenti della contrada: il più antico è cinquecentesco, con una grande serliana al piano nobile, mascheroni sulle finestre e sulle grandi arcate del piano terra; il più recente è opera settecentesca di Andrea Zorzi, negli interni, decorati da G. B. Canal, fu ospitato Napoleone nel 1797.
  • Palazzo Sarcinelli, tipica architettura del XVI secolo con quadrifora al piano nobile, è la prestigiosa sede di esposizioni e mostre d'arte.
  • Teatro Accademia sovrasta piazza Cima; è opera neoclassica ottocentesca di Andrea Scala; ai lati della scalinata che collega l'edificio alla piazza sono poste due caratteristiche sfingi, note per essere protagoniste di una scena del film Signore & signori (1966) di Pietro Germi.

B) Altri luoghi notevoli (chiese, palazzi e ville)

1 - Chiese

  • Madonna della Neve è un suggestivo oratorio costruito sulle mura orientali della città, lungo la via pedonale che dal centro storico sale al castello. Al suo interno è visibile l'affresco quattrocentesco Madonna del latte di Giovanni Antonio Da Meschio.
  • Madonna delle Grazie è un oratorio del XVIII sec., costruito in luogo di una grande chiesa omonima preesistente; al suo interno è conservata la pala del Beccaruzzi
  • Santa Caterina è la piccola chiesa annessa alla Ca' di Dio; di essa è notevole l'originale portale scolpito.
  • Santi Martino e Rosa è affacciata sul Monticano, presso il ponte omonimo; struttura di grandi dimensioni del XVII sec. con facciata grezza incompiuta, conserva al suo interno, ad una navata, opere di Francesco Da Milano, Sante Peranda e Ludovico Pozzoserrato.
  • Sant'Orsola, in piazzale san Leonardo, sulla cima del colle di Giano, è quanto resta dell'antico duomo (XII sec.), ossia il campanile romanico e la parte absidale.
  • Santi Rocco e Domenico, nel cuore della città lungo corso Vittorio Emanuele, risale al XVII sec., ma la sua facciata è opera primo-novecentesca dell'architetto Rinaldo. All'interno sono conservati un grande affresco di Giovanni De Min e l'opera Lo sposalizio mistico di Santa Caterina del Beccaruzzi

Nelle frazioni e località di Conegliano vanno inoltre segnalate le chiese di Collalbrigo e di Costa, entrambe sui colli in paesaggi di grande fascino e tra tipici borghi rurali, ed in pianura la Parrocchiale di Campolongo, che conserva al suo interno un trittico attribuito a Fiumicelli e nella cappella laterale l'affresco rinascimentale Resurrezione del Beccaruzzi.

2 - Palazzi

  • Casa del Re di Cipro è tra le architetture fascinose di Conegliano; è parte di borgo Madonna, sulla sponda sinistra del Monticano, e risale al XV sec., quando fu dimora di Caterina Cornaro. Si caratterizza per una pregevole trifora gotica e per la presenza di affreschi in facciata e nel sottoportico.
  • Casa Sbarra è un palazzo rinascimentale tra i più belli della città, oltre che per le linee architettoniche, perché gli esterni e il sottoportico sono decorati da affreschi; casa Sbarra è situata all'angolo tra via Cima e via Accademia, in pieno centro storico.
  • Palazzo Gera-Minucci si affaccia su via Cavour (presso p.zza Duca d'Aosta), con la sua alta facciata settecentesca; una seconda facciata dà, al lato opposto, su un giardino aperto su via Colombo.

3 - Ville venete

  • Villa Canello (XVIII sec.) si erge alle pendici del versante nord-orientale del colle di Giano, al confine con la località Costa, dove i vigneti vanno a discendere verso l'area urbana. Si tratta di un edificio formato da un bel corpo principale – abbellito da timpano, serliane, pennoni e volute – e da un annesso rustico addossatogli perpendicolarmente.
  • Villa Gera (XIX sec.) è l'edificio colonnato neoclassico che caratterizza il colle di Giano pochi metri al di sotto della torre del castello, presso la cinta muraria occidentale, dominante sul brolo di San Francesco; è un'opera architettonica di Giuseppe Jappelli – il frotone contiene sculture allegoriche di Marco Casagrande –, affrescata internamente da Giovanni De Min.
  • Villa Paccagnella (XVII sec.) è sulla cima dei colli a est del centro di Conegliano, in posizione panoramica. Edificio di valore architettonico attribuito al grande architetto Baldassare Longhena.

Nelle frazioni e località di Conegliano vanno altresì ricordate la secentesca villa Civran Morpurgo Pini-Puig a Monticella, la Villa Gera di Parè (XVII sec.), Villa Montalban-Ghetti sul colle di Collalbrigo, le secentesche ville Maresio e Giustinian di Ogliano.

Cenni storici tra Ottocento e Duemila

Nel 1813 le truppe austriache entrano nel trevigiano e nel coneglianese trovando un territorio distrutto e poverissimo. Nel 1815 inizia il regno lombardo-veneto, che durerà fino all'annessione al Regno d'Italia nel 1866. Incomincia così la cura asburgica e la lenta ripresa civile ed economica mentre l'avventura di Napoleone si chiude; così, la macchina statale inizia lentamente a funzionare e si ha così la ricostruzione del tessuto urbano: riprendono i restauri e la riqualificazione edilizia (nel 1868 sarà terminato il teatro dell'Accademia, nell'area ottenuta dallo sventramento di uno dei più vitali punti della città), viaria e degli argini. Nel 1850 si fanno più popolosi e pieni di vita i quartieri di s. Antonio, s. Caterina, s. Teresa (oggi via Manin, via Garibaldi) e si manifesta una nuova idea di città, distante dal centro storico.

Fatto urbano molto rilevante è poi la realizzazione della ferrovia Udine-Venezia, il cui tratto iniziale (Treviso-Pordenone) è inaugurato il primo maggio 1855: dentro l'artificiale confine ferroviario sopraelevato, crescerà fino ai primi decenni del XX secolo la città.

Nel biennio 1917-1918 Conegliano vive gli scenari Grande Guerra, venendo occupata dalle truppe austroungariche, a seguito di Caporetto e della ritirata italiana in destra Piave.
Successivamente, durante la seconda guerra mondiale nel 1944, il 26 dicembre, la parte settentrionale di Conegliano viene bombardata dagli alleati.

Nel dopoguerra il territorio coneglianese è interessato da una crescita economica, con uno sviluppo industriale notevole a partire dagli anni sessanta-settanta. Ancor oggi è tra le località economicamente più floride del Nord-Est e la più popolosa della Marca trevigiana dopo il capoluogo; è nota anche per la tradizione legata alla viticoltura ed alla produzione vinicola, soprattutto in relazione al prosecco doc e alla presenza, dal 1876, della scuola enologica 'G. B. Cerletti'.


PROPOSTA DI ITINERARIO MULTIMEDIALE PER UNA VISITA INTELLIGENTE DI CONEGLIANO
a cura di Paolo Steffan

Il curatore di questa pagina di ArteStoria ha in passato già curato sull'enciclopedia libera wikipedia, con l'inserimento di testi e foto, tutte le voci dedicate ai luoghi d'interesse di Conegliano – si veda l'elenco presente al link

http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Paolo_Steffan#Conegliano

che dunque sono da considerare di una qualche affidabilità.

Per questo, ha pensato a una proposta di VISITA INTELLIGENTE della città di Conegliano, a impatto ambientale e costo pari a zero, in quanto priva di qualsiasi utilizzo di guide cartacee: infatti il visitatore in possesso di SMARTPHONE potrà aggirarsi per la città, seguendo un itinerario già tutto pronto nell'apposita sezione della voce wikipediana di Conegliano:

http://it.wikipedia.org/wiki/Conegliano#Monumenti_e_luoghi_d.27interesse

Da qui, egli potrà accedere, cliccando semplicemente, a tutte le sottosezioni e voci correlate. Particolarmente efficace risulterà il viaggio nella Contrada Granda, all'indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/Contrada_Grandadove passeggiando, prima sotto i portici del lato sud con gli occhi rivolti verso il lato nord, poi sotto i portici del lato nord guardando il lato sud, il visitatore potrà avere una guida e descrizione completa ed ordinata a tutte le principali architetture del centro storico.

Invitiamo tutti i possessori di Smartphone che leggono questa pagina di ArteStoria a provarci, con l'augurio di buona visita della nostra città, ecologicamente e a costo zero!!!


Bibliografia essenziale

E' fornita di seguito una bibliografia di base per l'approfondimento di quanto trattato in questa pagina del sito di ArteStoria. Sono volumi facilmente reperibili o nelle librerie coneglianesi o, meglio ancora, nelle biblioteche del territorio. I volumi di Da Re, Gianelloni e Dal Pan, Gianelloni, Zanetti sono iniziative della nostra associazione culturale e possono essere acquistati presso la nostra sede di via Madonna, 2.

  • Ville venete: la provincia di Treviso, a.c. di Zucchello, Pratali Maffei, Ulmer, Marsilio editore, 2001.
  • Baldissin Molli, Canzian, Conegliano, Perla del Veneto, 2009, Cittadella, Biblos.
  • Da Re, Gianelloni, Il colle e il piano. Città e campagna a Conegliano 1900-1960, Piazza editore, 2007.
  • Da Re, Gianelloni, Conegliano dall'alba al tramonto, Arti Grafiche Conegliano, 2010.
  • Dal Pan, Gianelloni, Zanetti, Le radici della città. Alberi, pietre e mappe a Conegliano, Arti Grafiche Conegliano, 2011.
  • Fossaluzza, Gli affreschi della scuola dei Battuti di Conegliano, Rotary Club Conegliano, 2005.
  • Martin, Conegliano affrescata, Vianello, 1989.
  • Potocnik, Conegliano città murata, Ponzano, Vianello, 1993.
  • Puppi, Un trono di fuoco: arte e martirio di un pittore eretico del Cinquecento, Roma, Donzelli, 1995.
  • Vital, Opere, Italia Nostra sezione di Conegliano, 2009.
  • Zanussi, Il castello di Conegliano ed il suo museo, El levante por el poniente edizioni, 1989.

Profilo dei curatori

Paolo Steffan è scrittore, critico letterario (autore del saggio Un «giardino di crode disperse». Uno studio di Addio a Ligonàs di Andrea Zanzotto, Aracne, 2012) e collaboratore di ArteStoria.

Shiho Shinkai è fotografa e collaboratrice di ArteStoria.