La mostra LO SPIRITO DEL GRANDE NORD – proveniente da Helsinki e già allestita in altri Paesi europei –propone un percorso alla scoperta di miti e leggende delle popolazioni artiche e subartiche, esplorando in particolare il fenomeno dello sciamanesimo e il culto dell’orso nella mitologia nordica. Grazie a preziosi reperti utilizzati nei rituali, ci si addentra infatti nel mondo dello sciamano, figura misteriosa dai molteplici compiti: intermediario tra i vivi e i morti, guaritore, depositario del sapere e delle tradizioni, protagonista di straordinari viaggi psichici che lo portano ad affrontare ogni sorta di esperienza per proteggere e sostenere la propria comunità. Lo sciamanesimo ha origini preistoriche ed è ancora molto diffuso: elementi riconducibili ad esso sono infatti presenti presso le popolazioni dell'Asia centrale, dell'Europa e delle Americhe. Un ruolo di particolare importanza nella cultura sciamanica è rivestito dall’orso, animale considerato sacro in Scandinavia e venerato come creatura in sintonia con i cicli naturali e come simbolo della rinascita periodica della natura. L'identificazione tra uomo e orso rappresenta infatti una metafora del complesso rapporto esistente tra l'uomo e la natura, che viene ammirata ma anche temuta. |
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Il convegno IL VIAGGIO COME METAFORA declina il tema del confine proponendo alcune riflessioni sul tema del viaggio, inteso come percorso di esplorazione di altre realtà, ricerca interiore, sfida che chiama ad affrontare il diverso e la distanza che separa dall'Altro.
Viaggio non solo come spostamento fisico e geografico: in collegamento con la mostra LO SPIRITO DEL GRANDE NORD, si parlerà infatti dell'affascinante viaggio psichico dello sciamano – che affronta nella sua mente prove terribili per aiutare la comunità – e del viaggio come esperienza estrema in montagna, sia del rocciatore, sia di chi, come i pastori, la percorrono con il loro gregge.

Infine, il viaggio sarà inteso in senso filosofico, come metafora di vita e percorso esistenziale: avremo infatti l'occasione di riflettere sul potere delle parole, che, da sole, possono annullare o aumentare il profondo baratro cha a volte separa le persone.
Le relazioni di questa prima edizione sono intenzionalmente all'insegna della contaminazione tra paesi, discipline e impegni diversi: dalla filosofia all'antropologia fino all'alpinismo, che ci regalerà avventure e filmati spettacolari.
Completano l'incontro due racconti per immagini: la vita di due pastori bellunesi che hanno ispirato una serie di dipinti e l'appassionante viaggio di una mandria di mucche dai pascoli trentini a quelli della Bosnia, tappa di un percorso di ricostruzione ambientale e sociale dopo la devastazione della guerra.
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Relatori:
Prof. Juha Pentikäinen, Università della Lapponia: Otto viaggi nelle otto stagioni della Lapponia
Prof. Massimo Panzini, Università di Trieste: Il viaggio dello sciamano
Prof. Luigi Perissinotto, Università Ca' Foscari, Venezia: L'interminabile viaggio delle parole tra noi
Manrico Dell'Agnola, alpinista: Esplorare il mondo alla scoperta di sé
Proiezione video: Pascolo vagante, a cura di Sonia Vazza e Valentina Ciliberto
Proiezione del documentario: La TransuManza della pace, di Roberta Biagiarelli, presentato da Gianni Rigoni Stern, uno dei protagonisti.
Coordina: Lucia Da Re, Artestoria Associazione Culturale .... seguici nel blog .... |
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Conegliano, Convento di San Francesco, Aula Magna
Venerdì 10 febbraio 2012; ore 15 – 19
Ingresso libero
La “pax” Veneziana seguita alla lega di Cambrai ed ai giorni difficili di Agnadello, consegnò alla storia la terraferma ed i territori dominati dalla Serenissima, quali punti di appoggio e ripartenza della politica e del commercio veneziani.
Le difficoltà crescenti dovute all'apertura delle grandi rotte oceaniche fecero sì che il traffico delle merci via terra assumesse nuova importanza nella politica della Repubblica, avvicinando molte delle grandi famiglie patrizie della Dominante ai territori delle città più vicine.
Tutto ciò, unito allo straordinario sviluppo delle arti durante il Rinascimento fa del XVI secolo uno dei più studiati ed amati nella storia d’Italia e del Veneto.
Dopo le nuove ricerche avviate in occasione della grande mostra di Cima da Conegliano del 2010 Artestoria Associazione Culturale ritiene importante riprendere l’approfondimento delle tematiche relative alla situazione coneglianese nei secoli passati.
I dipinti di Cima, uno dei maggiori pittori di Venezia, a cavallo fra Quattro e Cinquecento, testimoniano il forte legame dell'artista con la sua città, e ci restituiscono l’immagine di una città murata a protezione di una vivacissima situazione produttiva e commerciale.
Allo stesso modo il fatto che la Confraternita dei Battuti abbia deciso, proprio nell’anno della scoperta dell’America, di commissionare a lui la Pala per la sua Chiesa, che oggi è il Duomo della città, è segno della potenza e della ricchezza della Confraternita e testimonia una realtà economicamente molto importante.
Quando nel 1574 Papa Gregorio XIII eresse una cappellania perpetua nella chiesa di Santa Maria in Monte di Conegliano, rispose in realtà ad una serie di richieste che si susseguivano ormai da secoli.
La chiesa di San Leonardo in cima alla rocca del Castello era ormai inadeguata, insufficiente ed anche scomoda per una popolazione che sempre di più viveva ed operava in quello che da antico borgo medievale si stava trasformando in città ricca di palazzi ed attività artigianali, oltre che di conventi, ospitali ed istituzioni religiose.
La potente Confraternita dei Battuti amministrava gli ospitali destinati ai pellegrini ed ai poveri e anche il Monte di Pietà, la cui sede si fregiava di affreschi del Fiumicelli e del Pordenone.
Nei secoli successivi com'è noto la "Contrada Granda" diventa insufficiente per le nuove esigenze abitative, viarie e commerciali, si assiste perciò all'importante opera di interramento del Refosso che porterà definitivamente fuori le mura ogni sviluppo urbano successivo. Ancora oggi, come per ogni città in crescita, non si può dire che l'assetto della città sia completo e definito in ogni sua parte.
La mostra su Bernardo Bellotto di Palazzo Sarcinelli ci dà l'occasione per una riflessione sui differenti ruoli degli spazi legati alle attività produttive della vita civile e culturale, in particolare il ruolo della piazza e della sua raffigurazione, ritenuta, come Bellotto dimostra, fondamentale dai regnanti europei dell'epoca quale rappresentazione stessa del proprio potere, più o meno illuminato.
Per analizzare e approfondire i temi legati alla storia delle attività economiche e produttive della città e dintorni, a partire dall'arte e all’iconografia dell’epoca, inserite nel più ampio panorama della storia veneta e con alcune considerazioni sul futuro, Artestoria organizza una giornata di studi presso il convento di San Francesco in Conegliano.
Programma:
Saluto del Sindaco di Conegliano Alberto Maniero
Saluto del Presidente di Confartigianato di Conegliano Sergio De Stefani
Edoardo Demo, Università di Verona: La politica fiscale della Serenissima e la sua ricaduta sul territorio;
Giorgio Reolon, Archivio Storico di Belluno, Feltre e Cadore: La cultura materiale nell'arte;
Giuliano Galletti, Liceo Marconi di Conegliano:Città e campagna nel XVIII secolo;
Pierantonio Val, architetto: Rappresentazioni della città nei secoli XVIII, XIX e XX ;
Conclusioni:
Giovanni Tel, Dirigente Area Governo del Territorio - Sviluppo Attività Economiche e Culturali, Comune di Conegliano: Uno sguardo sul futuro: spazio pubblico e rigenerazione urbana.
Moderatore: Cristina Falsarella, Ufficio Arte Sacra della Diocesi di Vittorio Veneto |
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