15 Ottobre – Convegno sulla Grande Guerra

Comune di Revine Lago
Lago Film Fest
Artestoria Associazione Culturale

POPOLI E MIGRAZIONI NELL’EUROPA DELLA GRANDE GUERRA

convegno internazionale di studi
Auditorium Banca Prealpi, Tarzo – TV-
sabato 15 ottobre 2016, ore 15.30 – 19.30

La Prima Guerra Mondiale, oltre ai milioni di morti in tutti i fronti in cui fu combattuta, ha visto alcuni tra i più vasti e tragici movimenti di popolazioni che la storia conosca. Un numero immenso di civili è stato vittima non solo dei combattimenti, ma anche degli sfollamenti operati nelle zone dove di volta in volta si posizionava il fronte e delle migrazioni di massa in seguito alle occupazioni degli eserciti, come accadde in Friuli e nel Veneto dopo Caporetto. Un ambito ancora poco approfondito riguarda le migliaia di prigionieri.

Il convegno, promosso dall’Amministrazione Comunale e organizzato da Lago Film Fest e Artestoria, attraverso il contributo di studiosi non solo italiani, si pone l’obiettivo di affrontare il tema dei rapporti fra i popoli europei a partire dalla storia di alcune delle popolazioni coinvolte nel conflitto, ad esempio le molte nazionalità che combattevano sotto la bandiera dell’Austria-Ungheria e il ruolo che ebbero nello svolgimento dei fatti belllici, senza dimenticare le conseguenze che la pace ebbe sulla storia del nostro continente. Il punto di vista degli studi proposti sarà quindi sovranazionale ed avrà come filo conduttore il cambiamento dell’idea di Europa nel periodo compreso tra il prima e il dopo la Grande Guerra.

E’ prevista la presenza di una delegazione da Mitterdorf an der Raab, comune col quale Revine Lago è gemellato. Il programma del convegno prevede anche la proiezione (a cura di Lago Film Fest) di un film sul tema dei campi profughi nell’attualità.

 

PROGRAMMAHU 52449

  • ore 15.30 Saluti Istituzionali
  • ore 16:00 Relazioni di Francesco Leoncini, Pavel Helan, Daniele Cescin
  • ore 17.30 Saluto di Franz Kreimer, Sindaco di Mitterdorf an der Raab e intervento dello storico Gottfried Allmer
  • ore 18.00 Dibattito con il pubblico
  • ore 18.30 Proiezione del film “A man Returned”
  • ore 19 Saluti e conclusioni

 

Estratti delle relazioni

Francesco Leoncini – Università Ca’ Foscari Venezia

L’Italia e il contesto internazionale della Grande Guerra

Aldilà della vastissima letteratura sugli aspetti militari, culturali e politici interni all’ambito italiano, troppo spesso la Grande Guerra viene percepita come un evento che riguarda essenzialmente il Nordest della Penisola e che coinvolge dei nemici genericamente definiti “austriaci”. Di questi nemici poco si conosce e sfugge in larga misura la complessità etnica della compagine asburgica, mentre permane assai controverso il ruolo che l’Italia si trova a giocare nei rapporti internazionali in conseguenza della sua partecipazione al conflitto. La questione del confine orientale pone subito il governo italiano in una situazione contraddittoria e di difficile gestione nei confronti delle nazionalità slave, in particolare con gli slavi del sud (serbi, croati, sloveni), ma anche con cechi e slovacchi.
La relazione intende ricostruire lo scenario che va dai negoziati per il Patto di Londra, in base al quale l’Italia entra in guerra, al “Congresso delle nazionalità oppresse dall’Impero austro-ungarico” (8-10 aprile 1918), che si conclude con il Patto di Roma. Con esso si afferma la corrente mazziniana e risorgimentale favorevole a un’intesa con i movimenti di liberazione dell’area danubiano-balcanica e una linea politica nettamente autonoma rispetto agli alleati. La conseguenza più immediata è la stipulazione della Convenzione del 21 aprile tra Vittorio Emanuele Orlando e il col. Štefánik, in base alla quale viene istituita la Legione ceco-slovacca.

 

Pavel Helan – Università Carlo, Praga

La Legione ceco-slovacca in Italia

Nel novembre 1915 si costituisce a Parigi il «Comitato ceco-slovacco all’estero», che si pone come obiettivo l’abbattimento della Monarchia asburgica e la costituzione di uno stato indipendente. I protagonisti di questa iniziativa sono Tomáš Garrigue Masaryk, professore universitario di filosofia, deputato al Reichsrat, già noto a livello internazionale per le sue battaglie contro l’antisemitismo e a favore della libertà di pensiero, Edvard Beneš, sociologo, suo migliore allievo e più stretto collaboratore, e lo slovacco Milan Rastislav Štefánik. Quest’ultimo era emigrato a Parigi all’inizio del secolo per approfondire i suoi studi di astronomia e aveva per questo compiuto viaggi nei cinque continenti. Naturalizzato francese, allo scoppio della guerra si arruola nell’Armée, diventa presto aviatore ed è incaricato di diverse missioni dal maresciallo Foch. È lui a firmare il 21 aprile 1918 la Convenzione con Vittorio Emanuele Orlando per la creazione di un Esercito ceco-slovacco, posto alle dirette dipendenze del Comitato di Parigi. In tal modo l’Italia, prima fra gli Alleati, riconosce questo organismo come governo de facto. I volontari, inizialmente concentrati nella Certosa di San Lorenzo di Padula (Salerno), raggiungono circa 20.000 unità e vengono impiegati sul Piave e nel Trentino, dove, a Doss’ Alto, oppongono un’eroica resistenza al nemico.
La Divisione “czeco-slovacca” è citata nel Bollettino della Vittoria accanto a quelle britanniche e francesi e al reggimento americano.

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Daniele Ceschin – Storico

Civili in movimento. Profughi e internati tra Italia e Austria – Ungheria

Alla vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia i comandi austriaci evacuarono totalmente varie zone del Trentino e dell’Isontino, futuri teatri di combattimento, e parzialmente le città di Trento e Pola con i loro circondari. Altre evacuazioni seguirono nel corso del conflitto e non pochi furono i fuggiaschi «volontari», specie dall’Isontino.
Dal fronte italiano giunsero nell’Impero almeno 230.000 cittadini austriaci di nazionalità italiana, slovena e croata, parte delle centinaia di migliaia di profughi della Monarchia. Gli italiani furono almeno 140-150.000, metà trentini e metà giuliani.
In tutte le zone teatro di guerra, molti altri furono i movimenti dei civili costretti all’esodo: donne, bambini e anziani vissero l’esperienza del profugato in condizioni di vita particolarmente dure, specie alimentari e igienico-sanitarie, che provocarono morbilità e mortalità molto alte.

 

Gottfried Allmer – Storico

Circa la situazione di Mitterdorf an der Raab nel corso della Prima Guerra Mondiale

La relazione riguarderà il modo in cui Mitterdorf ha vissuto il periodo bellico, considerando gli eventi bellici e le infrastrutture belliche nell’area comunale; la partecipazione agli eventi bellici in generale, a prescindere da scontri e battaglie e infine la partecipazione degli abitanti alle azioni di guerra nell’ambito di interventi militari in qualità di soldati.
Dunque anche i cittadini di Mitterdorf an der Raab, a prescindere dalle effettive vicende di guerra, dovettero confrontarsi con le difficoltà del tempo. Qualunque fosse l’entità delle polemiche o della propaganda contro i nemici in campo, non era commensurata alle condizioni estreme di dolore e miseria di quegli anni, che colpirono ogni singolo cittadino.

 

A men returned

Produzione: Danimarca, Gran Bretagna, libano, Paesi Bassi // 30′, 2016strada-di-campagna

Reda è tornato. È tornato in Libano, nel campo profughi di Ain el-Helweh, dove lo avevamo conosciuto nel primo documentario di Mahdi Fleifel, “A World Not Ours”, prima che fuggisse per essere riconosciuto come rifugiato in Europa. L’unico sogno rimasto è sposare l’amore della sua gioventù e cercare assieme di ricostruire una vita migliore all’interno di un campo dilaniato dai conflitti interni, perseguitati da una guerra che sembra non finire mai.

Regista: Mahdi Fleifel – Nato a Dubai e cresciuto in Libano, si è trasferito nella periferia di Helsingbor, in Danimarca. Nel 2009 si è laureato alla British National Film and Television School. Il suo film di debutto, A World Not Ours, è stato ampiamente acclamato, vincendo più di trenta premi, inclusi riconoscimenti alla Berlinale, all’Edinburgh Film Festival e al DOC NYC. Il suo prossimo film Men In The Sun è basato sui temi e i personaggi incontrati mentre svolgeva i suoi recenti lavori, ed è attualmente in fase di sviluppo con la collaborazione di Final Cut For Real in Danimarca.

Presenta: Viviana Carlet – art director Lago Film Fest

 


Info: Artestoria – Conegliano – tel – 348 5966824 – www.artestoria.org

 

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